In questi giorni si è parlato di sentenze, no, provvedimenti, no, chissà che altro. Roba in legalese per dire che comunque, alla fin fine, c’è stato sforzo a garantire la condizione ultima di uno stupratore e invece neppure una parola di conforto a chi è stuprata.
La cosa che comunque sfugge in tutta questa discussione la centra il blog di Femminismo a Sud, ed è che a stuprare sono gli uomini e non le donne e sono sempre gli uomini che restano in silenzio e anzi negano o si nascondono o pretendono di disinformare o di far tacere quelle che ‘sta cosa la dicono con chiarezza.
Invece gli uomini dovrebbero parlare, prendere le distanze da quelli che hanno comportamenti osceni, fare vedere che sono tanto ma proprio tanto migliori di così. Dimostrarlo al mondo intero, elevare un’altra voce a demolire i poveri omuncoli che se ne restano a blaterare ovunque sulle donne troie, sulle gran puttane, su quelle che ci stanno, su quelle che la danno, su quelle che in definitiva poi sono come tutte noi.
Che pena questi uomini dalla sessualità repressa, a farsi le pugnette e da lì a definire quella categoria da pugnettai che si difendono l’un l’altro. Che ridicoli a osservarli sovente in brutte discussioni, anche sul web, in cui si riuniscono, sapete?, in apposite pagine facebook per dirsi “sai, ho lasciato il commento sul blog della tizia ah ah ah” e giù risate, “e lei ha risposto ah ah ah”. Poi vanno negli stessi blog ad elemosinare spazi, a chiedere udienza e piangono perché i loro commenti insultanti e pieni di odio contro le donne sono stati cancellati.
E’ un problema culturale, lo sapete, lo sappiamo, e bisogna fare qualcosa tutte quante e tutti quanti. E gli uomini, quelli che io amo e che vorrei al mio fianco, non hanno alcun timore di tacere e di raccontare che, si, c’è qualche loro simile che parla da sessista, che si rivolge alle donne considerandole soltanto carne da divertimento e che non accetta un no come risposta e anzi procede avanti e prende tutto quel che vuole, come prova di im-potenza e di arroganza.
Odiosi, prevaricatori, questi individui lerci che senza il nostro consenso ci mettono le mani addosso, che a chiamarci troie son tutti buoni e a fare le vittime sono ancora più bravi. Loro non c’entrano, per secoli hanno spostato il problema su di noi. E’ colpa nostra, in modalità invertite. Nostra di noi femmine senza pudore, per come ci vestiamo o ci comportiamo. Tutto il problema resta spostato su di noi ed è così che da sempre depistano, truccano la partita, si nascondono, nicchiano, vigliacchi, penose cacche puzzolenti, ché riescono a dire queste cose perfino delle bambine di cinque anni.
Era carina, così affettuosa, e mi provocava, e quel “mi provocava” era riferito alla disponibilità normale di una bambina bella che ti getta le braccia al collo e ti accarezza, a te adulto, che non lo sa che sei una merda d’uomo. Ed è più semplice spostare la questione sulle donne quando sono corpi adulti perché le leggi e le religioni e le culture sono tutte basate sul concetto di “colpa” delle donne.
Le donne alle quali far indossare il burqa, quelle che non devono mostrarsi in pubblico, quelle che da stuprate vengono lapidate e tutto questo non succede altrove ma succede qui, da noi, nella nostra bella e moderna europa, dove una donna che denuncia uno stupro subisce il processo in tribunale, nei media e per le strade, dove le famiglie dello stupratore sono sempre schierate a dire di lei che è una puttana, dove il sistema di protezione per lo stupratore è enorme e per la donna stuprata non c’è nessuna chance. Proprio nessuna.
Sono arrabbiata, si, e voglio che si veda, perché ho una figlia, perché da quando la sua misura di reggiseno è aumentata, ma anche da prima, ho dovuto usare occhi e orecchie dappertutto per non starle addosso e tuttavia per insegnarle a riconoscere la violenza. Perché gliel’ho evitata e avrei voluto che qualcuno l’avesse fatto anche con me, ché a me nessuno mi ha insegnato a distinguere l’amore dalla violenza. L’ho imparato sulla pelle mia e so distinguere, ora, eccome se lo so, anche a distanza, anche virtualmente, anche dalle sfumature minime che mi lasci a commento io capisco se sei uno stronzo o meno.
E amo gli uomini che non mi danno ragione, che mi rimettono in discussione, che hanno senso critico, che sono intelligenti e autonomi. Amo gli uomini che mostrano contraddizioni e fragilità, che sono autoironici e imperfetti. Ciò che non amo è il viscidume sparso di una modalità di chiacchiera dell’uomo che finge di dirti cose tenui e poi ti spara dritta in faccia la volgarità più bieca, pezzi di merda che passano sovente di blog in blog o di strada in strada e che riconoscete vostro malgrado perché se parli di responsabilità maschile negli stupri ti dicono che invece no, è tutta colpa tua. Brutta cattiva, perchè tu esisti e poi respiri e poi hai cosce e quella cosa in mezzo e poi ella pulsa e stimola desiderio di quegli elementi totalmente analfabeti dal punto di vista sessuale che non distinguono il piacere dalla tortura neppure se glielo insegni in mille lingue.
Che storie posso raccontarvi a parte quella che vi ho già raccontato? Io lo so cos’è violenza e cosa non lo è. Io so tutto. So talmente bene ciò di cui parlo che vorrei tanto fare in modo che il mondo per mia figlia fosse un po’ diverso e invece ancora oggi nel 2012 mi trovo a leggere e vedere certe cose e allora si, sono avvilita.
Sono una donna e urlo il mio dolore, quello delle donne come me che la violenza l’hanno già subita. Ma voi, voi uomini, quelli tra voi che non passano il tempo a discolpare la categoria, quando vi decidete a fare un passo avanti e a dire ai vostri padri, fratelli, amici, colleghi di finirla con le loro frasi stronze, con le battutine a cazzo, con i ragionamenti volgari e con quella tendenza a usare le donne come terreno di conquista? Quando?
E comunque, senza tanto pietire vittimismo, so che tra amiche, nelle generazioni d’oggi, se c’è uno che molesta una ragazza confidano nella sorellanza e sono le altre a provvedere e a difenderla, ed è per questo – ipocriti e carogne – che c’è tutto un gran parlare di donne “aggressive” ché non sono più così sceme e si difendono da sole, così avrei fatto io, e non mi frega nulla del giudizio morale o delle ipotesi bieche per cui le donne dovrebbero stare sempre quiete ad aspettare il sacro difensore, il tutore dell’ordine, il padre padrone che oggi ti difende e il giorno dopo poi ti chiede il conto, e io, dicevo, se qualcuno avesse toccato mia figlia, potete contarci, l’avrei fatto a pezzi. E si chiama autodifesa. Fine della storia.
Ho gli stessi timori e ho tanta rabbia, in questi giorni mi scontro spesso con persone che non vogliono (forse per comodi loro) capire che la violenza è un atto che disumanizza l’intera società e che tutti ce ne dovremmo occupare per prevenirla e condannare le merde.
Ciao, è da tanto che leggo il tuo blog ma non so perché non ho mai commentato. Forse perché come singolo individuo non mi sono mai realmente immedesimata in quelle che scrivi. Però stasera è diverso, non lo so perché, mi sento coinvolta come donna. Leggendo mi è venuto in mente un’episodio che è successo in casa mia… stavamo guardando un film action (io e i miei), io vado in camera per non so cosa e sento la giovane protagonista che comincia ad urlare. Riconosco il tipo di urla e di grida e (la curiosità morbosa dell’essere umano è una piaga) vado a vedere. Ora, mio padre è una bravissima persona e io lo amo con tutto il cuore, ma parlando del fatto che quella ragazza stava per essere stuprata lui, scherzano, ha detto “Eh ma lui le aveva detto che era pericoloso seguirlo, testa dura!”… rieccoci, il concetto di “se ti stuprano è colpa tua che non sei stata a sentire quello che ti hanno detto”… quando ha pronunciato quella frase sia io che mia madre gli siamo letteralmente saltate al collo… lui scherzava, io lo so che scherzava, ma era la frase in se che non mi piaceva proprio perché ci sono delle persone che lo pensano veramente…
…non so se mi sono spiegata bene xD adesso vado e non ti disturberò oltre, un abbraccio.
non mi disturbi affatto, francesca, e ti capisco perfettamente. sono stata a contatto con grandi amici o colleghi che hanno buttato lì la battutaccia per scherzo, se esci sola la sera, se te ne vai a passeggio scollata, ché qualunque cosa fai comunque è sempre colpa tua e sei tu che ti devi rinchiudere in prigione, una prigione a vita, perché ‘sti maschi non sanno tenere il loro uccello a posto. non se ne può più, davvero.
concordo xD però quando ho letto il titolo mi è tornata in mente un’altra frase di mio padre, parlavamo di donne picchiate e stuprate e lui mi ha detto (credo che avessi 12 anni) “se ti picchia, se ti tira uno schiaffo o anche solo fa le viste di tirartelo, tu vieni da me che in qualche modo gliela faccio passare io la voglia!”…
Fare un passo avanti e lottare per l’ affermazione di se contro un essere uomini che ci da repulsa?
E’ dura e lo sò, perché l’ ho fatto e lo faccio e se mi espongo troppo (parlo a livello delle dinamiche interne al mio vissuto spazio temporale, non certo politicamente, come avrai capito) scatta l’ isolamento, il sarcasmo, il boicottaggio, la falsità (è un finocchio…) e sei messo a parte o ridicolizzato da quel maschilismo di ritorno anche di certe femmine, che con la bocca dicono una cosa, ma che poi nell’ umiliazione e sopraffazione ci si buttono a capofitto e senza esitare…. però hai ragione in ciò che affermi e avrai sempre il mio appoggio, così come uomo cercherò ogni giorno di più di uccidere il fascista che è in me e che mi fa aver paura del giudizio di genere e generale….
ma non sai la fatica, il dolore e la rabbia!
Un abbraccio….
Nik’66.
io lo so bene che certe volte è più difficile per voi che per noi e sono dalla vostra parte con ogni molecola del mio corpo e con ogni parte del mio cervello, però coraggio, non è che ve ne state a fare i duri e puri a manifestare in piazza contro tutto e tutti e l’unica forma di colonizzazione culturale che peraltro opprime molto anche voi ed è degna di considerazione non ve la gacate manco di striscio? è che è difficile uscire dal branco perché se esci il branco ti fa a pezzi ma è quello che subiamo noi tutti i giorni e allora bisogna stare insieme e lottare da una parte sola ché altrimenti non ci si spunta. non siete soli se non siamo sole, ma datevi una mossa.
siete voi gli uomini che ci piacciono e vogliamo accanto, siete voi pieni di fascino e di bellezza. quegli altri fanno schifo e non fanno che pomparsi a vicenda facendo finta di essere desiderabili quando desiderati non lo sono affatto.
tra un maschilista e un uomo che mette in discussione le teorie violente del suo branco io scelgo, amo, faccio sesso, voglio, desidero, colui che ha tanto coraggio da sfidare il branco e ridere di tutti gli ghignazzi, gli sfottò, il bullismo e la violenza.
Non mi smuovo di un passo e proseguo il mio percorso, la conoscenza di te sono sicuro non mi potrà che aiutare….
ma vedi, sta sera potrei uscire e andarmene in birreria dove incontrerei il branco, li tutti intorno ad un tavolo, a bere birre e a far sorrisetti quando entro e magari poi avvicinarsi e provocare con civetterie e confidenze non richieste su questo e quella, su te e quella…. na palla!! Ma poi sono un maschio come loro e faccio fatica a non reagire male (in quanto con questi le parole non servono, proprio gli attraversano il cranio, semplicemente) e quindi me ne stò quà da solo a comunicare con te ( e altri/e) e sono felice così. E tanto domani starò con un’ amica carissima e andrò in culo a loro e alla loro arroganza….
Io ho paura del mio genere e se posso lo evito (violenza di papà su mamma, molestie e violenze in caserma, la bugia dell’ amico che non ti tradirebbe mai e poi ubriaco va a molestare la donna che ti invidia alle 3.00 di notte, quando stanca stacca da 6 ore di servizio ai tavoli), sono stanco di sta feccia che mi deride e tolti pochissimi maschi, dal resto giro al largo; mi fa schifo solo l’ idea di comunicare con questi.
Perdona la mia rabbia e frustrazione…..
Nicola, il mondo è pieno di stronzi, come noi sappiamo bene. Continuiamo la lotta, ma senza lasciarci sopraffare dalla disperazione, perchè non devono vincere loro. Prendiamoci il tempo per tirare un profondo respiro, e poi ripartire.
Nel frattempo… non siamo soli, e fa bene leggere che c’è qualcuno indignato quanto me per quello che si legge e si sente e si vive ogni giorno! Anch’io ho una figlia, l’ho portata in questo mondo pieno di stronzi, e così devo continuare a combattere questo schifo di mentalità che pervade tutto. Che poi, molto, ma non proprio tutto, grazie al cielo. E quindi vado avanti. Un abbraccio a tutti.
Complimenti per lo sfogo… Perché quando ci vuole ci vuole. Sono un uomo ma ti do ragione al 100% e talvolta inorridisco al sentire notizie di stupri a donne e/o a bambine indifese. Mia moglie dice sempre “castrazione chimica”. Io li lascerei chiusi in una stanza con il genitore o marito della stuprata per un giorno intero e in quelle 24 ore che potessero vivere tutto il male immaginabile perché hanno tutto il mio disprezzo.
Commento rimosso.
edit: te lo dico per l’ultima volta. tu non vieni qui a mettere in dubbio ciò che dicono le donne quando denunciano violenza. non vieni qui a spargere negazionismo. non vieni qui e basta. d’altronde so come la pensi e non capisco perché non te ne rimani a pubblicizzare i tuoi scarabocchi sulla pagina antifemminista facebook che sei solito frequentare. stupro è: quando una donna ti dice NO e tu continui a fare quello che ti sei riproposto di fare. e ora, io, ti sto dicendo NO. fine.
MenoePausa
Mai sparso negazionismo in vita mia. Questo è un blog e sui blog si commenta, fattene una ragione.
Dio non voglia che, mentre tu sei qua a dare la caccia a quelli che vogliono usare i blog per la funzione per cui sono stati creati, qualcuno stia davvero stuprando tua figlia. Ma, in quel caso, non aspettarti compassione per una madre la cui figlia è stata stuprata e che ha contribuito a farla stuprare.
Questo te lo pubblico perché sia evidente la stortura mentale che ti contraddistingue. Tu sei un negazionista. Scrivi su una pagina dell’antifeminist online journal. Diffondi vignette, delle quali un paio usando il nome di Stefania Noce, ammazzata dal suo ex fidanzato, non per difendere le donne uccise o per dirti contro la violenza maschile sulle donne ma per difendere la categoria degli uomini, i maschi, il branco, per l’appunto. dopodichè i tuoi argomenti triti e ritriti, tristissimi e offensivi per le donne io qui non ce li voglio. tu FATTENE UNA RAGIONE e smetti di lasciare qui commenti. il blog è mio e me lo gestisco io. questo ti deve essere chiaro.
e non permetto a nessuno di parlare di mia figlia impunemente. ricordati che mi hai appena scritto che se mia figlia fosse stuprata sarebbe per colpa mia. Tu hai un serio problema. Hai chiuso.
E ti sembra giusto che, di fronte ad accuse del genere visibili da tutto il web, io non possa replicare?
accuse? sono constatazioni. vorresti negarlo? ho visto le tue vignette e i tuoi interventi sulla pagina antifemminista, posso anche linkarti tutto se credi di aver bisogno di un remember. so da che parte stai e non stai dalla parte delle donne che subiscono violenza. è piuttosto semplice. dunque posso scegliere di NON parlare con te e di NON ospitare i tuoi interventi che tra l’altro hai la libertà di fare ovunque tu voglia tranne che a casa mia. qui i tuoi commenti sono indesiderati.
dopodichè ti sei permesso di prendere a pretesto mia figlia per motivare i tuoi deliri negazionisti. hai spazio per una replica. che sia una replica. punto. dopodichè a mai più.
Sì che voglio negarlo, e ESIGO che i miei interventi vengano riportati, magari PER INTERO, quando si parla di me. Anzi, posso anche farlo personalmente. Ecco le vignette sulla vicenda di Stefania Noce.
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È difesa “degli uomini”? No, è difesa della logica e dell’intelligenza umana, secondo le quali la responsabilità non può essere collettiva (tranne secondo quelli così cretini da pensare che, per il solo fatto che una persona frequenta un sito, debba per forza essere un tutt’uno con esso, rappresentare tutto quello che noi non rappresentiamo e dire cose che possono essere cestinate in blocco). È difesa “del branco” (gli stupratori)? No, è difesa di tutta la gente che, di fronte a un fatto, non vuole sentire favole coi lupi cattivi ma analisi serie.
È negazionismo? Se è negazionismo dare un’interpretazione di una vicenda che non sia per forza quella ufficiale…
Tu hai dato la tua interpretazione di varie vicende, dicendo che gli uomini uccidono le donne “perché sono donne” e “perché loro sono uomini”. Io, che non sono persuaso da questa interpretazione, ho dato la mia. Sono un negazionista? Hai capito male la definizione di “negazionista”, temo… il negazionista è quello che nega… UN FATTO… non IL VALORE DI UNA LETTURA DI QUEL FATTO. E, se non hai capito, te lo rispiego; se nego che abbiano rubato un portafoglio sono un negazionista, non se nego che a rubarlo siano stati gli alieni del pianeta Zurk.
Le vittime di un caso di cronaca nera possono essere sacre, ma le tue opinioni su quel caso sono sacre quanto le mie.
La tua interpretazione dei fatti vale più di un’altra solo perché “fa più presa” sui lettori? Perché strilli mentre c’è gente che cerca di discutere? Perché la butti sul patetico? Perché ti nascondi dietro le vittime come se contestare TE equivalesse ad insultare la LORO memoria? Se riesci a imbonire una folla con una versione dei fatti, quella versione dei fatti lì diventa vera? È una questione di audience? Solo perché sei un trombone strappalacrime, pensi di avere ragione per forza?
Il paragone blog/casa mia è un po’ fragile, perché un conto è invitare due o tre amici a cena e spettegolare su qualcuno, un altro è affacciarsi alla finestra col megafono, urlando che il vicino di casa è un negazionista violento stupratore e pretendere che quello stia zitto (o che risponda urlando dalla finestra di casa sua, magari quando sono tutti fuori città per le vacanze).
Non accettare un “no” è uno stupro a seconda di quello a cui si riferisce questo “no”. Non accettare che ti si dica “no, non ti muovere, altrimenti non prendo bene la mira col bazooka” non è uno stupro.
E ora va pure a dire a tua figlia che tutti quelli che cercano di essere razionali vogliono violentarla.
Alla prossima.
come promesso, eccoti pubblicata la tua replica per intero. le vignette su stefania noce si commentano da sole e tu per me sei e resti un negazionista che si produce in vuoti intellettualismi da quattro soldi per dire che comunque il branco degli uomini è sempre innocente. negare l’interpretazione di un fatto ovvero negare la violenza di genere, di un genere sull’altro, negare il fatto che le donne siano ammazzate o stuprate in quanto donne, è negazionismo. e in ogni caso i tuoi interventi sul gruppo facebook antifemminista li ho letti bene. tu non sei lì per caso. tu sei lì perchè ti piace restarci e allora restaci. hai uno spazio per dire quello che vuoi perciò proprio non capisco perchè devi venire a rompere le ovaie a me per fare proselitismo d’accatto sui tuoi temi deliranti. E ora vai a vantarti dai tuoi amici di avermi detto ciò che volevi e di essere riuscito a penetrare giusto un pochino anche il mio blog. Complimenti. Così agisce un “vero uomo”. Ottima dimostrazione di machismo.
Se ricevo un altro tuo commento sai bene che fine farà e se piagnucoli costantemente lo considererò una molestia e provvederò di conseguenza. Grazie!
Dimenticavo: il fatto che nella pagina antifemminista che frequenti chiamino gli uomini che esprimono una chiarissima opinione contro la violenza maschile sulle donne “maschiopentiti” la dice lunga su tutto il resto.
Dimenticavo: il fatto che io non sono la pagina e la pagina non è me sembra non essere molto passato come concetto. Quella è una pagina su cui mi fanno dire quello che penso, ed è per questo che la frequento.
E sai cosa penso? Penso che non abbia senso criticare più di tanto gli uomini femministi (i maschi pentiti sono gli uomini femministi, non quelli che “esprimono una chiarissima opinione vontro”), perché il razzismo è una cosa abbastanza stupida da prescindere completamente dalle caratteristiche dei razzisti.
Ho incontrato immigrati che votavano per la Lega (partito che dice di voler difendere i popoli del Nord, come il femminismo dice di voler difendere le donne), e non mi sono mai stupito. Posso capire benissimo, però, che qualcuno consideri questi personaggi abbastanza buffi.
si certo, come dici tu. siccome non la pensano come te sono “uomini femministi” che equivale a dire che sono maschiopentiti o una volta il branco li chiamava finocchi. ma voi siete più moderni, si sa, usate neologismi meravigliosi, siete dei creativi, voi. bene così. hai espresso in modo definitivo e totale la tua opinione su di me, su ciò che scrivo, sulla mia vita, sui tuoi luoghi preferiti, sulle pagine che preferisci frequentare ove ti lasciano libero di ruttare o scorreggiare. sono molto ma molto felice per te e mi spiace ma no, non sono felice di conoscerti e ancora mi chiedo che cosa ci fai qui e perchè insisti e hai così tanta voglia di depositare le tue somme verità sul mio blog. perchè il web è grande e puoi leggere molte cose che ti piacciono tanto e ti rendono un fringuello tanto ma proprio tanto felice. invece no, hai deciso di ossessionarmi con la tua presenza e devo aver fatto qualcosa di veramente brutto nella vita (cosa che ti giuro non riesco a reperire nella mia memoria) per essermi meritata un ragazzetto che arriva qui a darmi lezioni di comunicazione, con l’accademia della crusca su una palla e l’antifemminismo in quell’altra, che immagina di saper disegnare e invece scarabocchia cazzate unidirezionali e che non sa NIENTE di dolore oltre la violenza sulle donne. tempo sprecato. il mio. purtroppo. ti sei preso un paio d’ore ed è abbastanza. ma qui concludo. il No è definitivo. null’altro. niente. zero. addio.
E chi immagina di saper disegnare? Sono un vignettista, e quello che interessa a me è la pasquinata. Mi interessasse il disegno, sarei un disegnatore.
Che ci faccio qui? So che è un concetto difficile da capire per chi la lotta l’ha sempre usata solo per gonfiarsi il petto, ma la lotta si fa in due, insieme a qualcuno che non la pensa come te. Che lotta è una spacconeria che dura finché non arriva l’avversario e poi finisce?
ma tu non sai neppure che cos’è una pasquinata. le tue parole sono un insulto per chi attraverso le pasquinate rendeva gloria e merito alla lotta per la libertà all’epoca del papa re. sai che rischio a usare il nome di una ragazza ammazzata dal suo ex per affermare il tuo punto di vista. che coraggio. wow!
ma che ti dico a te adolescente e presuntoso ché pensi di essere un eroe dell’antifemminismo. ma falla finita che non c’è niente da dire. tu e la “lotta” siete proprio agli antipodi.
e hai sbagliato porta. tu c’hai voglia di fare la tua crociata santa? valla a fare altrove. io qui non sono in lotta con nessuno a parte la precarietà. sono una madre di famiglia che si è fatta un culo così nella vita per campare e tu non meriti neppure un mio singolo respiro. vai un po’ a lottare per la sopravvivenza ché evidentemente a te non manca niente, povero figlio, se hai il tempo di stare a contestare i centimetri di penetrazione oltre i quali per una donna uno stupro può definirsi tale.
e questo è un blog dove racconto i cazzi miei. tu non c’entri. se hai il gusto di romperti i coglioni sfidando a sorte il tuo diretto nemico per sentirti ganzo e fare a gara a chi piscia più lontano io non ho di questi pruriti machisti perché la mia pisciata si misura in un perimetro preciso e perchè le prove muscolari mi a-n-n-o-i-a-n-o.
vai a fare a braccio di ferro in un circo, su, e divertiti, ché qui si chiude bottega.
fattene una ragione, non mi interessa. non mi interessi. non sei interessante. non c’è gusto neppure a fare gare dialettiche con te perché la tua intelligenza intellettuale è pari a zero. e sei tu che passi il tempo a leggermi e pure a commentarmi. vai un po’ a “lottare” altrove. e cresci. ché qualcuno te lo deve spiegare che se una donna ti dice no è no e che se non sei desiderato te ne devi andare.
Ribadisco che questa non è un’abitazione privata. Non è una casa, non è un club privato, non è una conversazione privata tra amici. Se mi si accusa pubblicamente, io c’entro eccome, quindi è un mio diritto rispondere e una vigliaccata impedirmi di farlo. Qualcosa non è chiaro?
Ribadisco. questo è il mio blog. tu da settimane continui a lasciarmi commenti dopo che ti era stato chiarito che non eri desiderato. tu continui a ritenere di poter usare il mio blog come tuo luogo di conversazione e io ti sto dicendo che hai finito qui. e non ci sono accuse ma constatazioni. hai altri interessi eppure sei ancora qui e non capisco in virtù di che cosa. sarà la tua missione santa, sarà che poi ti appuntano una medaglia sul petto, sarà che sei un annoiato ragazzino che se ne frega del volere altrui ed è sempre pronto a fare come gli pare a costo di prevaricare, sarà come vuoi ma – e c’è un ma – questa è CASA MIA e sei tu che ci sei venuto. io non ti ho mai invitato, ti ho chiesto di andartene e tu continui a lasciare commenti. devi smettere. qualcosa non è chiaro?
e con questo, con te e quelli/e come te, ho chiuso. http://menoepausa.wordpress.com/2012/02/06/il-mio-blog-e-personale-i-tuoi-commenti-invece-no/
Ma questo è fuori !
Complimenti per il post, sono d’accordo con te al mille per mille e, come te e tante altre donne, ho conosciuto la violenza di un uomo prima e quella dei giudici dopo. Mi sono difesa nell’una e nell’altra occasione perché a 50 anni un pò di corteccia te la sei fatta, ma non sono mai più riuscita a fidarmi completamente di nessuno.
Mi dispiace molto che ancora adesso, in barba a tutte le lotte che si sono fatte, si debba parlare così spesso di questi argomenti, la mia impressione è che si stia tornando indietro e, viste le ultime notizie, non credo sia solo un’impressione. Vorrei fare un’appello agli uomini, quelli che ragionano con la testa vera (perché ce ne sono, lo so), smettetela di considerarci all’opposizione e di aver paura di noi. Se siamo su questo mondo è perché ci completiamo gli uni con le altre, abbiate il coraggio di andare oltre gli stereotipi, cercate di leggere dentro di noi: troverete solo voglia di amare.
Ho dovuto leggere altri tuoi post – tutti scritti benissimo, con chiarezza ed efficacia – per uscire dal legittimo vortice di rabbia che traspare qui.
E mi sono chiesto come mai mi sia sfuggito quest’ulteriore tentativo di difendere Caino, da parte della legge. Intendiamoci: tutti hanno diritto a difendersi e farsi proteggere all’interno di un contesto civile e regolamentato, ma questo riguarda soltanto la vendetta pubblica, gli atti sconsiderati di vendetta personale e sciacallaggio. Che addirittura uno stato di diritto offra ulteriore protezione a chi ha commesso un delitto e sia colto in fragrante, a me pare intollerabile.
Però, però, però. Per favore: ripartiamo da un’educazione più solida e matura, ripartiamo dal credere che ci sono cose da trasmettere e che vanno al di là delle chiavi di casa. Sono siciliano, palermitano per l’esattezza: da me, e credo in tutto il meridione, sono le donne ad accusare la vittima di essere una buttana, anzi: una buttanazza. E lo fanno in coro, le madri, le sorelle e addirittura le mogli degli stupratori. Sono le donne a fare discorsi del tipo: che cosa ti aspettavi?
Gli stupratori sono troppo vigliacchi per agganciare motivi simili: si difendono quando vengono accusati, è una strategia – vile quanto si vuole, e anche più – per quando vengono colti in fragrante. I discorsi da doccia di maschi in calore mi infastidiscono e mi hanno sempre infastidito: è a quel punto che ridono di te (maschio) e dicono che sei idiota, che sei un finocchio, che non capisci.
E certo che hanno ragione: ché, se sono gay, mi piacciono i maschi, non beceri coniglietti in calore in procinto di spiegarti la vita. E magari sono pure idiota, ci vuol molto a capirlo, alle 7.30 del mattino a lasciare un messaggio su un blog di una patata ammuffita, ovvio. Ma sai che piacere a non essere come loro. Il punto è che con gli idioti la cultura comune vuole che li si isoli, ma gli idioti hanno un vantaggio su di noi (froci, buttanazze, patate rinsecchite, dico): una capacità sbalorditiva di riconoscersi e di riunirsi all’occorrenza. Dovrei chiedere a qualche biologo se questi animali rilascino neurotrasmettitori speciali.
Non ti conosco e scusa se ho esasperato i toni: quello che vorrei solo dirti, in chiusura, è che una difesa come quella che propugni tu, alla fine del post, una sana e continua alleanza tra donne (per ballare, per divertirvi, per cucinare, per leggere, per costruire aeroplani) è una validissima difesa sempre, non solo quando c’è lo stupro. Dovete reclamare il vostro diritto al piacere, di più: al vostro corpo e alla vostra persona senza arrendervi mai di fronte all’idiozia che pervade il vostro sesso, quanto il nostro, quando c’è di mezzo qualche maschio. L’alleanza, per il bene di tutti, riguarda donne e uomini che capiscano cosa voglia dire difendersi.
E magari vivere senza aver bisogno di difendersi.
sono d’accordo però non polarizzerei il discorso in donne contro uomini, perchè spesso ci sono donne che sanno e nulla fanno (come nei casi di violenza dei padri sulle figlie), anche se solo la solidarietà femminile nei fatti può proteggere le donne, nessun altro, secondo me non è sbagliato che le donne formino gruppi tra loro.
Per cambiare il maschio bisogna cambiare le famiglie, ritenendo ciò difficile, anche se nell’educazione dei figli, sia maschi che femmine per quello che dirò in seguito, la madre è l’unica che ha gli antibiotici verso una certa cultura maschilista, ma se alcune non lo fanno…, allora si dovrebbero svolgere dei corsi obbligatori a scuola dove insegnare ai bambini una diversa cultura.
Leggevo sopra del boicottaggio, vi assicuro che scatta anche per i maschi se non avallano quella cultura, e stranamente anche alcune femmine si schierano a favore del branco maschilista.
L’altro giorno dopo aver letto commenti idioti o peggio post in cui si diceva che non era poi così grave,che noi avevamo travisato quando in realtà avevamo capito benissimo che si parlava di custodia cautelare e ci indignavamo proprio per questo,per un attimo mi è venuto voglia di mollare tutto.
Le lotte,le battaglie che ogni giorno si fanno per affermare quella che dovrebbe essere mera normalità mi sono sembrate inutili di fronte a tanta ignoranza e a tanto disprezzo.
Poi mi sono trovata di fronte storie d ragazzine che hanno subito le peggiori violenze e mi è riemerso il disagio provato di fronte ad una advances insistente.E ho pensato alle donne che hanno subito violenza,a come si possono sentire,alla lacerazione ch portano dentro.
Ho pensato a mia nipote,a cosa posso fare per lasciarle un mondo dove queste sentenze non trovino spazio,per farla vivere in un mondo dove la Donna non debba essere trattata come un oggetto.
E mi sono rialzata subito.
Non voglio vivere in un mondo così.Non voglio per me,per mia nipote Camilla,per tutte le donne di questo paese.
E non smetterò di dare voce a queste storie e di contrappormi a ciò che reputo sbagliato a costo di rovinarmi il fegato.
Meglio il fegato che la vita intera.
Che tu abbia dovuto ricorrere a questo sfogo, è sintomatico del fatto che nella nostra società, cosiddetta “civile”, davanti a certi orrori, non puoi far altro che incazzarti.
Donne, ragazze, bambine violentate, seviziate, stuprate, uccise; neonati gettati al fiume come un sacchetto della spazzatura nel cassone; animali massacrati e violentati (sì, violentati); anziani malmenati… e noi, sdegnati, inorriditi, anche turbati e commossi, condanniamo fermamente per dieci minuti e dopo aver ringraziato il nostro Dio che non è capitato a qualcuno vicino a noi, cancelliamo i brutti pensieri e non ci pensiamo più.
E la legge?
La giustizia umana?
Dove sono?
Anche esse malmenate e violentate in reconditi meandri di cavilli legali che avvocati di mestiere scovano per salvare il culo a quegli esseri sub-umani, pieni incomprensibilmente di inaspettati e scandalosi diritti civili.
Se poi mi faccio giustizia da solo però mi rovinano.
E allora? Che bisogna fare?
Subire?
Non credo proprio.
Ma come alternativa non voglio vedere solo il consumarsi del fegato e della vita, gridando la propria impotenza contro questa forma bestiale di degenerazione.
Prendersela con i più deboli, apoteosi dell’abiezione e della vigliaccheria.
E la società, che ha creato la donna oggetto e commercializzabile, esponendola ovunque ridotta alla condizione di appagatrice di voglie, facile facile da possedere, condanna chi subisce violenza, anziché il violentatore, applicando alla donna il solito miserevole stereotipo: le donne sono tutte uguali… tutte puttane!
Forse non possiamo fare molto, ma possiamo credere che sia giusto ribellarci nei confronti di questa mentalità. Ogni volta, sempre più forte e sempre più numerosi.
E far sentire la nostra voce, alta e incazzata, come la tua, che sostengo pienamente e che non mi stancherò di sostenere.
Giancarlo
che dolore leggere le tue parole e che daolore sapere, da uomo, che sono vere e giuste. Io combatto da tanti anni contro la cultura della violenza sulla donna (da parte degli uomini e sicuro) ma mi sento terribilmente solo e poco sostenuto ovviamente dagli uomini, ma anche da tante, troppe, donne. Datemi una mano. Io ci sto provando. Ico Gasparri http://www.ilmaestrodellupocattivo.it
io sono qui @Ico, siamo tutte qui a sostenervi. Le donne e gli uomini come te sono il futuro. Il resto è solo una brutta ed estesissima traccia del passato. Grazie per il tuo coraggio. Grazie a tutti gli uomini che hanno il coraggio di mettersi contro il branco.
Grazie di questo post. Ho sofferto molto nel leggerlo fino in fondo ma mi ha anche resa più forte e convinta di quello che cerco di fare ogni giorno, per quanto posso. Dobbiamo infiltrarci in questa cultura dominante e scardinarla dalle fondamenta. Bisogna incazzarsi, quando ci vuole come in questi caso, ma dobbiamo anche costruire il nuovo, chiedere una nuova educazione per le ragazze e i ragazzi e per noi genitori. Dobbiamo pretendere dei messaggi mediatici che non continuino a descrivere le donne come carne. Prevenzione, punizione e difesa. Pertanto non capisco tutta l’energia sprecata da molte donne per dimostrare il proprio garantismo in questi giorni. Pertanto non capisco perché molti uomini non abbiamo fatto sentire la loro voce. Pertanto non capisco, continuo a non capire il senso di questa scelta fatta dai giudici.
Ho una figlia di 11 anni e non so se riuscirò e se lei riuscirà a proteggersi contro la violenza, ma la rabbia sento che non ci fa bene. La rabbia porta rabbia, e con sè porta anche altra violenza. Il cambiamento deve venire da noi se vogliamo veramente che ci sia una reale svolta. Il cambiamento è non rispondere sempre nel modo più facile e cioè arrabbiandoci. Abbiamo già perso in partenza. Il cambiamento è fatto di comprensione, compassione, verso tutte e tutti. Ce lo hanno detto da centinaia d’anni i grandi maestri e gli illuminati: possibile che non ce la facciamo, proprio noi donne che portiamo l’amore in grembo?
Ciao Scostumata,
felice di rivederti in pista e di notare che sei uscita egregiamente dal tuo periodo buio, da donna bella e forte quale sei.
Bello questo post.
Complimenti ancora.
Un solo fastidio che devo togliermi come una sorta di prurito allergico.
Mi scuso in anticipo ma, davvero, non posso resistere.
@Vittorinof: Curati! …E vai da uno “bravo”!
Ecco, scusate, ma non resistevo.
Abbraccio.
Co.
mi hai fatto venire la pelle d’oca. solo chi conosce certe cose può parlare così…e non c’è libro nè corso di formazione nè collettivo o blog che possano insegnarti quelle cose che senti dentro e che la vita ti insegna. hai ragione quando dici che oggi le donne sanno di poter confidare l’una sull’altra. non tutte purtroppo, ma per fortuna siamo sempre di più quelle che sanno farsi rispettare e si vogliono bene.
http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2012/02/02/a-sanremo-voglio-una-mistress-anzi-un-commissario-o-n-u/
Ti lascio questo link dal nostro blog, non lontano dalla tua battaglia.
Un saluto
Lordbad
Vongole & Merluzzi
Commenti incommentabili.
Lascia fare!
La violenza è violenza e basta!
Il negazionismo di qualcosa di assolutamente evidente è come l’oro di Bologna!
ma infatti non li commento affatto. per me lo stesso equivale con i fascisti. da buona antifascista con i fascisti non parlo e basta. non c’è proprio terreno di confronto. idem con chi nega la violenza sulle donne o mette in discussione una denuncia di stupro da parte di chi dice di esserne stata vittima.
Cara Scostumata, ho scoperto questo blog ieri, una boccata d’aria!
Concordo perfettamente, non ci può essere dialogo con gente che pensa così.
Vai alla grande.
Ciao. Stavo aggiornando ilmio blog e non ho potuto fare a meno di notare il tuo in prima pagina. Ho letto il tuo post principale e poi quà e là delle risposte.
E’ facile (e forse anche un po’ superfluo) accondiscendere a ciò che scrivi. Sono TO-TAL-MEN-TE daccordo con te.
Sono un marito felicemente sposato e padre di 2 splendide figlie femmine. In casa, a parte me, sono tutte femmine (gatta compresa) e ne sono ben felice anche se a volte, durante la notte, il timore mi assale. Questo è un mondo che non mi piace e che faccio fatica a sopportare. E’ un problema di gran lunga più ampio e la becera decisione della cassazione (ma perchè questi stronzi non ci mettono faccia e nome quando legiferano a nostre spese? …essendo poi a tutti gli effetti dei nostri dipendenti, visto che li paghiamo con le nostre tasse…), la becera decisione dicevo, è solo un altro tassello di un mondo dominato da un certo tipo di maschio che altro non è che il risultato di un indottrinamento culturale/religioso portato avanti dalla chiesa cattolico/cristiana. Dio è maschio. Questo è evidente già dal nome, così come per tutte le religioni monoteiste. Spesso, credimi, ho vergogna di essere maschio, quando vedo come la razza umana, soprattutto da parte maschile, riesce a uccidere la vita in ogni sua forma. E’ abberrante vederlo… e non sai cosa fare. Per molti anni (fa anche parte del mio lavoro) ho cercato di ribaltare la mentalità corrente. La maggior parte dei miei seminari erano frequentati da donne di tutte le età. Sintomatico: l’uomo è per sua natura rigido, poco incline a mettersi in discussione. Fondalmentalmente ha paura.
Siamo in un’epoca di passaggio. Ma non sarà un passaggio facile, soprattutto per chi non sarà disposto a mettersi realmente in discussione e a trasformarsi.
Tenete duro ragazze. Tenete duro. Non riesco a scorgere davanti a me come sarà il mondo, ma voglio credere che da queste situazioni politiche, sociali, economiche, saremo in grado di uscirne. Come e tra quanto non lo so, ma so che sarà così. Il ruolo delle donne sarà fondamentale. Siete voi che siete capaci di percepire la vita nella sua vera essenza. A voi è dato il naturale compito di darla la vita. Il maschio sembra sia capace solo a toglierla. Sono esseri deboli che si nascondono dietro un falso senso del potere, commettendo avolte le azioni più efferrate. Non sono qui a giustificarli (me ne guardo bene!!). Anzi… in questi giorni la rabbia per la decisione della cassazione è così forte che il mio lato oscuro spesso ha preso il sopravvento. Conosco bene il mio lato oscuro e so cosa è capace di fare se dovesse venire stimolato adeguatamente. E voglia il mio Dio che ciò non accada mai.
Sono desolato come maschio per tutto ciò che è accaduto e per tutto ciò che sta accadendo. A mio modo ho cercato per tanti anni di fare qualcosa (nel mio piccolo) e ancora ci provo. Tenete duro ragazze.
Questa società, con le sue leggi, con i suoi dogmi, con le sue impostazioni culturali sta raschiando il fondo. Il punto di non ritorno, a mio avviso, è già stato superato. Nel frattempo stringete alleanze con chi, donne e uomini, la pensa come voi. Io non credo, giunti a questo punto, che i paletti messi, risultato di quasi 2000 anni di egemonia maschilista, siano abbattibili scendendo in piazza. Serve anche questo, certo, ma non credo che sia così che le cose potranno cambiare. Il lerciume (a tutti i livelli) è troppo radicato. Ma questo non mi esime dall’essere sicuro che la risalita, in un modo o nell’altro è prossima. Guardate cosa sta accadendo nel mondo…. sono segnali, segnali ben precisi.
Scusate se mi sono dilungato… sono andato a ruota libera e ce ne sarebbe ancora molto da dire. Volevo solo dire ciò che provavo dopo aver letto il post iniziale.
“Ribellarsi e ribellarsi ancora, finchè gli agnelli non diventeranno leoni”.
Lupo
Viandantedelnord, grazie. E’ bello immaginarti circondato dalle tue donne, gatta compresa. Se tutti la pensassero come te, il mondo sarebbe tanto bello.
Sì, ribellarsi, resistere.
Bellissimo post, molto profondo..ho scoperto il tuo blog solo adesso..meglio tardi che mai!
http://diariodiunaragazzaperbene.wordpress.com/
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Uhm. Ci sarebbero tante cose da dire sull’argomento, ma una mi preme sottolineare: tua figlia non la puoi proteggere. Per quanto tu faccia, per quanto lei stessa possa fare, potrebbe non bastare, e lo dico con cognizione di causa. Perchè il problema, come giustamente evidenziato, non viene da noi. Viene da certi elementi che si fatica a chiamare bestie, men che meno uomini (con tutto che sarebbe interessante aprire un capitolo sulle donne violente nei confronti dei propri compagni, cosa che resta nel sommerso molto più del contrario, e che in proporzione è un fenomeno irrisorio, certo, ma che esiste), ed è lì che dobbiamo intervenire: cercando di educare. E riuscendoci.
Per il resto, trovi una sintesi delle mie considerazioni qui, al punto 4:
http://youcancallmeoutsider.wordpress.com/2012/02/05/cinque-minuti/
NO, non tutti gli uomini sono così, lo ribadisco con forza.
Quelli che NON si danno di gomito all’ennesima bravata dell’ex premier, ma anzi che provano schifo per una figura istituzionale oltraggiata.
Quelli che se anche non hanno figlie ma rabbrividiscono sempre e comunque a certe notizie.
Il rispetto per la persona, donna o uomo, prima di tutto, la civiltà, l’intelligenza e l’istruzione contro la prevaricazione e l’ignoranza.
Basta poco per essere migliori.
Gran post.
Io lo sai che odio le donne, ed anche gli uomini, ma sono provocatore a tratti.
Volevo dirti che siamo tutti vittime di una cultura che dalle donne viene pagata con le botte e l’additamento, l’uomo con una crescita costantemente forzata in una direzione. E pure botte, che noi uomini prendiamo un sacco di botte. Specie noi bassini magrolini, se (scemi) ci permettiamo di farci piacere una ragazza sbagliata.
Ma non ti volevo parlare di me, volevo dirti una cosa che penso sui miei nonni.
Mio nonno batteva mia nonna, se c’era motivo.
Mio nonno tornava dal cantiere e batteva mia nonna, e se non c’era motivo lo inventava per batterla.
Il problema è che a nonno al cantiere ci stavano persone che di lavoro battevano gli operai tipo mio nonno, se c’era motivo.
E se nono c’era motivo se lo inventavano.
L’avanzamento dei diritti in generale fa avanzare tutto, o quasi.
I poveri fanno schifo, leggiti Zola. I poveri puzzano, non riciclano, fregano la pizza al supermercato dove tu la pizza la paghi(cioè si fanno battere lo scontrino e poi la mangiano nel percorso fino alla cassa). Che schifo. Siamo schiavi del cazzo.
Tu che ti menano, ma che poi cerchi i menatori.
Io che mi menano, ma anche io che poi mi iscrivo ridicolmente a pugilato, per illudermi di potere ribellarmi pugilando.
Ma pure quello che ti mena, perchè è palesemente un ritardato incapace di comunicare un cazzo, e non scambierei mai e poi mai la sua vita con la mia. Oddio, forse scambierei il suo fascino, per essere meno schifato dalle donne di quanto lo sia attualmente. (In realtà non è che mi schifano, è che non parlo più con nessuno da secoli).
Non sono un maschilista, sono uno sfigato (pur non essendomi laureato a 28 anni)
@Zio Effe,
che ci sia una gerarchia, una roba verticale, di violenze su violenze non c’è dubbio. Che l’ultimo anello della catena siano le donne e poi i bambini anche pure. Ma questa cosa dell’uomo da compatire in quanto vittima del sistema me la sono vista dire dai compagni di una certa età e mo’ non so tu quanti anni hai ma si suppone sei distante dall’essere nostalgico sessantottino. Quello che dico è che la società ha uno schema preciso per cui le donne sono l’ultimo anello di una gran catena. C’è l’uomo schiavo, schiavo degli uomini che decidono e controllano i monopoli e l’economia (io lo chiamo patriarcato con tutte le mie simili a fare le kapo’, ne sono consapevole), schiavo di quella gente e non di me che sono femmina, poi c’è la donna che per imposizione deve partorire altri schiavi o sorveglianti e poi restare attaccata alla sua casa, al ruolo della “cura” senza il quale c’è un welfare che se ne va ‘affanculo. Allo Stato serve il nostro lavoro gratis e se ci ribelliamo lasciano quelli come tuo nonno a fare da aguzzini involontari consegnandogli il diritto di proprietà sul nostro corpo.
la mia visione è più pragmatica di quanto tu non possa credere e la mia soluzione infatti è una battaglia fatta insieme, uomini e donne, contro ogni forma di schiavitù, che però deve includere anche la mia. la tua liberazione. la mia liberazione. la liberazione di chiunque. non puoi fare le lotte in piazza da operaio senza pensare che a casa hai una schiava che ti serve e riverisce e che se si lamenta ti inventi ogni scusa per picchiarla. così come io non posso fare una lotta in mia difesa, in quanto donna, se a casa ho una schiava badante straniera che tengo al cappio con il ricatto del permesso di soggiorno.
e non ci tengo infatti ad affidarmi ad altri menatori. semmai faccio da me. e non mi sento ridicola se mi restituisco potenza. è cosa mia, ne ho diritto. mi tocca e me la prendo, la potenza. ché non mi lascio ridurre alla passività proprio da nessuno.
ce l’ho come atteggiamento nei confronti della vita, dell’oppressione, della precarietà, degli uomini, le donne, di chiunque osi farmi male. non vinco, sicuramente e quasi mai, ma ci scommetto, e rischio, e non mi autocommisero, tranne quei momenti in cui mi sparerei un colpo in testa per la stanchezza, perché la resistenza è faticosa e qui siamo sempre a resistere, fuori e dentro casa, contro il padrone del lavoro e contro quello che dovrebbe amarmi in altro modo.
non c’è proprio paragone, lo capisci? dove e quando io smetto di combattere? quando potrò spogliarmi dalla mia divisa per poter sentirmi un po’ al sicuro? quanddo mi posso fidare e posso sperare che non mi prevaricherai nel mio privato?
ed è per questo che ho imparato a selezionare, prioritariamente, solo chi vale la pena. il resto è immondizia pura. non ci perdo tempo. ho cose più importanti per cui lottare, la vita mia, quella di mia figlia, la tua se ti incontro e il tuo diritto è stato offeso. la tua, si, anche la tua perchè se stai al mio fianco mi troverai al tuo ed è insieme che si fanno tutte le lotte e non in modo separato. e la separazione me l’impone l’emergenza. se tu m’offendi resti fuori. nulla di più e nulla di meno.
non sei un maschilista e non so se sei neppure uno sfigato. sei un uomo come tanti e io una donna come tante. basta comunicarsele le cose. e comunque ciao
se permetti ripubblico questo scambio perchè così si fa.
intendo dire che lo ripubblico in un post!
http://menoepausa.wordpress.com/2012/02/06/violenza-sulle-donne-siamo-tutti-vittime/ ecco!
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Condivido il post, senza girarci troppo intorno.
Se qualcuno toccasse tua figlia, dopo che l’hai fatto a pezzi, dammi un colpo di telefono, che passo a completare l’opera.
ho letto di te sul blog di diemme. è piacevole scoprire una coetanea!
sono d’accordo con tua rabbia, d’accordo sullo sfogo legittimo. per fortuna non tutti gli uomini sono cani in calore e rabbiosi detentori di un’arma di carne. ho due figli maschi ai quali ho insegnato, dalla più tenera età, il rispetto verso se stessi e verso gli altri, verso le persone. non serve avere una rispetto particolare verso le donne, ritengo. non ci sono la categoria dei maschi e quella delle femmine – almeno dovrebbe essere così. esistono persone diverse geneticamente e culturalmente, ma tutte dotate di quelle caratteristiche che dovrebbero permettere loro di essere annoverate tra gli esseri dotati di raziocinio. se così non fosse allora non si parla di persone, ma di bestie.
ciao antonella!
Sopravvissuta alla violenza
Vomito al mondo
la mia assenza
e come falena
abito l’anima
nei giorni in cui sono vissuta.
Non sono morta,
dicono.
Wild Woman
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Anche se in leggero ritardo, leggo oggi e godo!!!!
Questo blog é una copia di altre copie, come i discorsi di uomini e donne su questo blog triti e ritriti, sempre le stesse cose, e che palle!
Perché non fare un blog e magari chiamarlo, “come riavvicinare uomini e donne”, che poi é l’unica cosa di cui si dovrebbe parlare, direi che é un titolo originale visto la monnezza che gira sul web!,
Gli uomini non sono tutti merda e pedofili, e le donne non sono tutte troie ninfomani, basta tirare l’acqua al proprio mulino, e cambiate disco!
Però che palle, questo commento è una copia di altri commenti.
E pure il mio commento è una copia di altri commenti.
Banana! I love banana in the station, over the cheese of the devil!
Questo è un commento originale