Antonella oggi resta a casa e ha la febbre. E sarà anche tutta colpa di chi mi vuole male.
Non ho ancora deciso quale prova di trama continuare perché in realtà è un po’ difficile, ché tutte possono essere delle mie creature. Comunque deciderò, promesso, e sarà un regalo a voi.
Intanto sulla scia di un post che vi avevo suggerito di leggere vorrei approfondire circa la maniera in cui si va ad assillare qualcheduno tra i commenti.
Io non vado a leggere qualcosa che non mi interessa, non frequento blog di gente che non mi piace. Non spreco tempo a leggere post altrui che mi fanno cagare per poi dire “mi hai fatto cagare!” (e sai che soddisfazione).
Il punto è che io lavoro, o provo a farlo, per campare, o vivo, amo, leggo, scrivo e non ho tempo. Proprio non ce l’ho. E non ho mai ambito a fare il critico internettiano per cui non mi corre l’obbligo di recensire le stronzate altrui. Se una cosa mi piace allora si, mi fermo, leggo, godo, assaporo, condivido con altri ciò che mi è piaciuto. Altrimenti la mia attenzione è zero.
Poi c’è quella specie di commentatori che immagina che questo sia il programma di Santoro e pensa che io abbia l’obbligo di ospitare un pensiero e poi pure l’altro. E si inventa i pro e i contro a proposito dei cazzi miei.
Per dire, se racconto che a chi tocca mia figlia io lo faccio a pezzi, secondo voi c’è un pro e un contro? Se racconto che lavoro precariamente qui e là, c’è un pro o un contro? Se dico che ho fatto sesso con una persona tal dei tali, c’è un pro e un contro?
E allora il punto vero è che c’è gente che non sa che cazzo fare e non sa neppure come relazionarsi perché su un blog intimo in cui il confronto aperto è anzi auspicato se tu decidi di intervenire lo fai a partire da te, mi racconti, per metterti a pari, un po’ di cazzi tuoi, ti esponi, ti narri, ti spogli, condividi di te le tue emozioni, il tuo sentire e non le tue asettiche nozioni su verità presunte che a scuola di dogmatismo qualcuno ti ha imposto di andare a divulgare.
Se sei coraggioso/a allora non prendi e vai a mollare un commento con la tua dose di acidità corrente, il tuo pensiero al vetriolo, la tua cazzatina velenosa, il tuo insultino tra le righe. Invece il coraggio lo dimostri se condividi la tua intimità, meglio, le tue fragilità.
Chi cazzo sei? Perché se e quando mi interessa è l’unica cosa che io voglio sapere, il contributo che mi puoi dare. Altrimenti è una guerra impari. Io sono qui, nuda, a dirmi e narrarmi e ti permetto di toccarmi e tu arrivi – imbacuccato/a dalla testa ai piedi, senza mostrarmi un po’ di pelle, odore, niente – e vieni a lapidarmi, pietra dopo pietra, senza neppure concedermi una minuscola parte di te. Questa è pura codardia. E’ un modo di guardare alle relazioni, anche quelle virtuali, dal retro di una barriera fatta di monitor e tastiera, da lì immagini di sentirti chissà che eroe e in realtà non hai coraggio neppure per dire che sei solo/a e hai un problema e questo è tutto ciò che io voglio sentire. E se solo/a non sei, se non hai problemi, se la tua è cattiveria gratuita, allora il tuo problema è doppio.
Sono una donna come tante. Ho preoccupazioni uguali al mondo. Ho una figlia che corrisponde al battito del mio cuore. Se non la sento forte mi si spegne tutto. Ho lavori precari che faccio per campare. Sono una donna fragile ma non piego la testa e non permetto a nessuno di prevaricarmi.
Vuoi colpire? Allora guardami negli occhi, guarda su cosa ti stai accanendo, guardami bene, perché se non mi guardi e se non guardi a ciò che sei tu, adesso, allora hai mille e più domande da farti.
E comunque se ti piace essere trattato/a male sappi che le mie parole sono assai preziose e che per una telefonata erotica da mistress ricevo un compenso. Niente regali, dunque. Se vuoi essere trattato/a male mi devi pagare.
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Vero!
Proprio ben detto. Perché c’è questa gente che arriva tutta imbacuccata di obsoleta morale e deve dire le sue cazzate. Quelli che hanno sempre un modello migliore, un opinione diversa. Anche io sono uno che si racconta molto e che sta parecchio nudo, perciò ti capisco.
Scrivo sapendo che non verrò pubblicato.
Puntare sull’argomento senza pro e senza contro, su cui tutti saranno sicuramente d’accordo (legalità, bambini, libertà) in modo da poter dire qualsiasi cosa, tecnicamente, si chiama “demagogia”.
È ridicolo questo continuo tentativo di equiparare una pubblicazione che può teoricamente arrivare a tutto il web a una conversazione privata.
Per citare una celebre blogger, “‘non hai il coraggio di metterci la faccia’, tradotto, significa: ‘dimmi chi sei, così vedo se posso fare qualcosa per danneggiarti.’ No, grazie. Gentile sì, scema no.”. Un’accusa che, nel mio caso, tra l’altro, è completamente fuori discussione, dato che su internet c’è persino il mio numero di telefono.
Quando qualcosa non ti piace, stai zitta? A parte che non è vero ma, se così fosse… male! Qualcuno fa qualcosa che danneggia me e le persone a cui tengo, e io mi devo stare zitto perché non sono fatti miei? Dov’è che l’ho già sentita questa cosa…?
ma no. io le tue cazzate le pubblico. ti chiedo di smettere e tu continui. perchè si sappia che c’ho il commentatore molesto che insiste nonostante non sia desiderato.
la domanda è (giacchè dici che “Qualcuno fa qualcosa che danneggia me e le persone a cui tengo, e io mi devo stare zitto perché non sono fatti miei?”): qui qualcuno fa qualcosa che danneggia te e le persone a cui tieni? ovvero? scusa? sorry? prego?
ti sei inventato che io avrei inferto una ferita a te e al tuo branco condominiale per arrogarti il diritto di continuare a venire quei a rompermi le ovaie? ma chi ti conosce? cosa vuoi? sei tu che hai DECISO di occupare stabilmente la mia area commenti. sei tu che rappresenti una azione di disturbo inferta a ME.
lo dico io che tu sei in guerra santa e dato che insisti continuo a farti il sunto del luogo che frequenti. il giornale antifemminista tanto libero e fantastico e che a tuo dire non dovrebbe offendermi o solo il fatto di frequentarlo e di condividerne le idee non ti mette alla loro stessa stregua (e qui sbagli, ma di grosso!).
solo oggi qualcuno ha pubblicato qualcosa per mettere in dubbio le statistiche sulle violenze sulle donne e poi una serie di battutine dedicate a quello che è chiamato “maschiopentito” ovvero un blogger uomo che – tradimento, tradimento!!! – ha osato dire che lui non approva anzi si ribella alla violenza maschile sulle donne.
ed è l’ultimo commento che ti passo. per il resto, ti ripeto, se ti iscrivi alla sezione di un gruppo di estrema destra poi non ti devi presentare alla mia porta. idem con patate se continui a fare l’antifemminista in crociata contro le donne che parlano di violenza sulle donne.
l’unica cosa che ti farò passare è se mi dici chi cazzo sei, perchè insisti a venire qui e che ti è capitato nella vita per avercela tanto con le donne. se mi parli di te allora può essere che ti ascolto. se mi parli di cazzate ideologiche e misogine te le puoi tenere.
fine.
Scusami vittorinof ma a me sembra che l’accusa di demagogia sia un pochino azzardata.
Essendo ignorante in materia, copio incollo da wikipedia:
“un comportamento politico che attraverso la retorica e false promesse vicine ai desideri del popolo mira ad accaparrarsi il suo favore.”
Lei stava semplicemente esprimendo i seguenti concetti:
• Le donne stuprate non hanno la dovuta attenzione.
• Gli uomini (degni di definirsi uomini, ndr.) dovrebbero denunciare e dissociarsi dagli stupratori.
• Non gli vanno giù gli uomini che lasciano commenti di odio verso le donne nei blog e poi pretendono di avere l’attenzione.
• Che la colpa viene sempre spostata sulle donne perfino quando si tratta di pedofilia.
Non vado avanti per brevità.
Sono tutte opinioni personali.
Non ci sono false promesse, e ok questo mi pare evidente e non era quello a cui volevi riferirti probabilmente, ma se lei esprime le proprie idee, e la gente gli va dietro, buon per lei, non ci vedo nulla di male.
Se intendi che lei, invece stia “alimentando la paura o l’odio nei confronti dell’avversario politico o di minoranze utilizzate come “capro espiatorio”.”, bè io dico che se l’avversario è lo stupratore, si parla più che altro di sensibilizzazione, su questo spero che siamo tutti d’accordo.
L’ultima nota, che ha però anche già detto lascostumata quindi probabilmente c’è stato un fraintendimento, è quali non ho capito quali pro e contro ci dovrebbero essere nel riferire le proprie opinioni personali, o se non è così qual’è la tua visione della cosa.
Non sto scrivendo questo post per polemica o difesa ma per un dialogo costruttivo e magari chiarificatore.
Seguo il blog da relativamente poco quindi pregherei sia vittorinof sia a lascostumata di correggermi se sbaglio o se mi è sfuggito qualcosa e mi scuso per essermi dilungato troppo
caro, grazie del tentativo chiarificatore, ma temo che non avrà seguito perchè il suddetto ha già chiarito a sufficienza il suo punto di vista e per ciò che io penso è lui che è arrivato qui con una idea da imporre così come dimostra nelle discussioni che tiene sul suo gruppo antifemminista. ha dei preconcetti nei confronti delle donne. ed è venuto a sbolognarmeli sul mio blog. direi di chiuderla lì perchè gli ho già scritto che non è gradito.
Fragile donna di acciaio!
Tutta la mia solidarietà
Odiosi nikname su cui cliki e dietro scopri il vuoto. Niente di più chiaro, stesso vuoto.
La mia casa è sulla pubblica via , se vuoi la guardi, ma entri solo se io sono daccordo.
Se chi entra comincia a sputare in terra solitamente lo sbatto fuori.
Tanto semplice, tanto difficile da capire.
Non sei della mia idea? Bene parliamone. (ma senza che tu ti nasconda) Magari scopro qualcosa di nuovo. Vieni per provocare? grazie quella è la porta.
Il mio spazio lo gestisco come mi pare, nei limiti delle regole (nemmeno in casa posso affogare il nonno) non ti va bene? problemi tuoi ti cancello.
Circa così, mi pare, dovrebbe essere nei blog personali, che di teatrini urlanti è piena la TV e il WEB
Condivido in pieno quello che scrivi in questo post, però mi sembra esagerato dedicarne addirittura uno intero a chi non merita la tua attenzione. Il mio consiglio è: lascialo perdere, le persone con problemi mentali hanno bisogno di aiuto, e tu di certo non sei la loro psichiatra.
R
ma io qui non credo si tratti di persone con problemi psichiatrici e non mi pare giusto liquidare con un auspicio di curabilità un’idea diversa dalla mia. questa è una cosa che fanno altri e non io. io mi limito a dire che la pensa diversamente da me e che qui non è desiderato e fine. non c’è altro.
Beh per me la misoginia è una malattia, non un’idea. Poi sono punti di vista.
Credo che questo risponda alla domanda “Qui qualcuno fa qualcosa che ti danneggia?”. Vedi tu… qua c’è uno che mi dà del misogino solo perché non sono d’accordo con le idee del femminismo…
Mettiamo da parte la retorica e usiamo un vocabolario onesto. Se a me qualcuno venisse a dire “Stavo difendendo la libertà delle donne, quando un macho misogino squadrista ossessivo-compulsivo è venuto a molestarmi per poi tornare dai suoi amici negazionisti pugnettai con la sessualità repressa a ridere di me”, anch’io mi mostrerei solidale.
Proviamo a dire “Stavo accusando un gruppo di persone di essere dei mostri solo perché hanno idee diverse dalle mie e uno mi ha detto che faccio male.”. Ha un suono un po’ diverso, no?
non puoi virgolettare frasi che hai inventato tu. perchè le hai inventate tu. io invece non ho inventato niente.
siete un gruppo di boy scout. vi riunite qui: https://www.facebook.com/groups/161925463581/?ref=ts
discutete di antifemminismo. negate che la violenza di genere esista. in quella pagina qualcuno interviene per riferire cosa va a commentare in un blog tal dei tali gestito da un uomo che però non è d’accordo putacaso con voi, indi per cui viene definito maschiopentito.
dici che quello che sto dicendo ti danneggia? questo è quello che tu fai e quella e la pagina che frequenti. perché ti senti danneggiato? ho solo detto la verità e ti ho anche detto che sei tu che hai cominciato a lasciare qui commenti, lo hai fatto anche quando ti ho fatto intendere con chiarezza che non avrei più pubblicato nulla, hai continuato a farlo ossessivamente, piccoli commenti, frasi qui e là, tue tracce, segnavi il territorio per dimostrare che tu avresti potuto, che comunque potevi fare quello che volevi, in ogni caso dovevi averla vinta tu.
ebbene, ho forse sbagliato qualcosa?
e ancora non mi hai detto cosa vuoi da me e cosa ci fai qui giacchè la pensi in modo così diverso da me. io ti ho detto chiaramente che con un antifemminista NON voglio parlare, non voglio che tu lasci qui tuoi commenti e non ti concedo niente. vuoi che ti lasci spazio per ulteriori repliche che risanino il danno che ritieni io ti abbia fatto? ancora una? ancora? un’altra? non ne hai abbastanza? quanto ancora? quanto?
secondo me hai finito.
chiudila. frequenta le pagine che vuoi. con me tu non farai quello che i tuoi amici vanno a fare nei blog in cui vanno a evangelizzare le masse sul vostro credo. qui no. punto e basta.
La misoginia non è una malattia, non diamo scusanti di sorta a certa gentaglia.
Cara Antonella , mi sono già espresso sui commentatori molesti sulla tua pagina di facebook, per cui mi limito ad augurarti pronta guarigione! Un abbraccio! lucio
In qualche intervento fa ho tentato di usare la logica.
Ovvero:
-il blog e’ la “casa” virtuale di chi scrive.
-Quindi chi scrive e’ il/la padrone/a di casa.
-Il/la padrone/a di casa ha il sacrosanto diritto di dire: ” tu sei ben accetto/a, tu invece no; quindi fuori da casa mia”.
Se il/la padrone/a di casa fa capire o dice chiaramente “qui non sei desiderato/a, quindi te ne vai fuori”, sarebbe esercizio del senso logico, intelligenza, arguzia da parte ospite indesiderato, il quale dovrebbe girare i tacchi di buon grado e prendere il largo.
Aggiungo: oltre logica, intelligenza, arguzia parlo anche della splendida, fantastica, sconosciuta ai piu’ (squillo di trombe): BUONA EDUCAZIONE!
Si’ e’ vero che liquidare un individuo molesto con l’espressione “curati”, forse e’ un po’ banale e scontato, ma non mi sembra nemmeno giusto che una persona intelligente (e Scostumata, a mio avviso, lo e’) perda tempo con certi personaggi che oltre ad essere molesi, poco logici e, diciamolo, maleducati sono anche piuttosto noiosi.
Se un giorno la padrona di casa (autrice del blog), mi dicesse chiaramente: “vai via, non ti voglio in casa mia”, io me ne andrei, anche se mi dispiacerebbe umanamente perdere quella che ormai considero una sorella di lotta ed un’amica ancorche’ virtuale.
Pero’, ripeto, me ne andrei non solo per buona educazione, ma anche per dignita’ personale!
Forse ho detto baggianate, o forse ho fatto uso di una logica del tutto personale e poco oggettiva. Questo non lo so. Ma e’ quello di cui sono convinta.
Saluto affettuoso.
Co.
toc toc, è permesso? ognuna/o nel suo blog è a casa sua, e può decidere di aprire la porta di casa oppure no, di rispondere al telefono oppure no. Replicare ai trolls, ai cripto trolls, ai trolls inconsapevoli etc. è tempo perso, ciao.